Iniziò da lì l’incantamento sottile e perpetuo che ha segnato la mia vita, un piccolo segno o una nota piccola, esitante ma già definita
----UNA LINEA SOTTILISSIMA E TENACE ---
che divide come un bisturi la mia vita: di qua e di là ma anche sotto e sopra. E’ un gioco maledetto perchè non ha un senso compiuto (non adesso) non ha tempi definiti o prevedibili. Scambia le posizioni, inocula il presente nel passato e ne fa cosa nuova. Le scuse, i giudizi, le poesie, le parole, i segni, le lacrime, i sorrisi i miei amici e i miei sogni, le mie terribili irritazioni e la mia quieta malinconia di sempre, la linea attraversa tutto e se ne frega di me è sempre un passo davanti a me. So esattamente dove andrà a colpire, il mio corpo si sta preparando, non bisogna far altro che vivere.
Io credo che un rogo è un rogo, una lapidazione è una lapidazione, l’impossibilità di adire a una scuola ad un medico per una ragazza, l’obbligo di vestirsi in un certo modo, di non poter uscire se non accompagnata da uno stretto congiunto, la sottomissione insomma completa alla figura maschile di riferimento, siano questioni che attengono ad un solo ineludibile concetto: la schiavitù!

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Vi leggo., ciò che scrivete vi definisce per ciò che siete. Qui non sono previste risposte per una mia scelta personale.