Le confesserò di possedere in archivio alcuni momenti indimenticabili, se lei sapesse con quanto amore li ho nutriti, quante volte ho provato a farli uscire dal cofanetto del mio intimo e li ho lucidati per mostrarli nella loro luce migliore. La scrittura che esercito dall’infanzia non è altro che questo, è una parte , la più scontata, dell’intuito ineffabile di raccontare l’affetto incondizionato per lo spirito di quest’uomo affacciato alla finestra.
Io credo che un rogo è un rogo, una lapidazione è una lapidazione, l’impossibilità di adire a una scuola ad un medico per una ragazza, l’obbligo di vestirsi in un certo modo, di non poter uscire se non accompagnata da uno stretto congiunto, la sottomissione insomma completa alla figura maschile di riferimento, siano questioni che attengono ad un solo ineludibile concetto: la schiavitù!

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Vi leggo., ciò che scrivete vi definisce per ciò che siete. Qui non sono previste risposte per una mia scelta personale.