23 maggio 2012

cinque

Chi è il cretino che oggi , ma anche ieri e l'altro ieri, a Palermo e in Italia pensa che la mafia sia quella che è senza la partecipazione attiva di parte delle strutture governative? Possibile che si debba discutere per l'ennesima volta di un DATO DI FATTO?
Tutta la storia siciliana degli ultimi 150 anni dice chiaramente che solo uno stato forte e organizzato e perfettamente inserito nei posti "giusti" del potere ufficiale può aver compiuto stragi come quelle di Falcone e Borsellino.
Mio padre che ha 90 anni mi racconta che nel 43 con gli alleati già presenti in Sicilia e in città e nei circoli che contavano, parrocchie comprese, si discuteva già in termini chiari sul futuro assetto della politica e degli affari: insomma si discuteva e si organizzava il sacco degli anni futuri. I papabili erano già sulla corsia di partenza ed erano già nomi noti della criminalità organizzata, gente che era sparita nei 25 anni precedenti e che con gli alleati era rispuntata al posto di comando. Gli alleati lo sapevano e se ne fottevano: la politica regionale si avviava con la Dc in testa a distruggere il concetto di legalità e di stato, fra applausi e commemorazioni di circostanza. Giovanni e Paolo sono morti per questo, sono morti così, non li ha uccisi la mafia ma LO STATO MAFIOSO, quello che può tranquillamente far minare un pezzo di autostrada o permettere che un auto sosti per settimane davanti ad un "obiettivo sensibile".

quattro

Scrivere è una liberazione, la mia: mi inchioda su un pensiero, mi addensa , finalmente, per un lungo e interminabile attimo è lui il mio padrone assoluto ed io il suo amante totale!
Scrivere diventa la mia vita perenne, il senso definitivo che mi assolve dal peccato di fornicare coi giudizi altrui. E’ una mistificazione, ovviamente, un gioco degli specchi; nessuna traversata riesce ad allontanarmi dalla sensazione di colorati deja vù, il web è stracolmo di essi…

22 maggio 2012

tre


Si nasce in modo “stabilito” nel senso che in un tal giorno e ad una tal ora entri a far parte del genere umano, che ti piaccia o meno. Sembra una dinamica ineluttabile, il lampo improvviso di una rivelazione personale: ma io non credo che sia interamente così, il venire al mondo è solo una scena di una commedia scritta prima, in un altro tempo, con un motore che spinge e guida verso obiettivi che scopriremo, se li scopriremo, solo alla fine.
E così io venni al mondo nella tarda mattinata del 5 giugno del 1952, a Palermo, in via Domenico Costantino al numero 48, nella casa del nonno con l'aiuto di un'ostetrica e di un ginecologo assai noto della città cui probabilmente io devo la vita e mio padre una grossa cifra di denaro. Tutto come da status, la nascita in un domicilio privato, il parto podalico, e i primi strilli di un neonato vicino all’enorme ficus che si allargava dal giardino del barone Pottino.

due

Da quando Flaiano scriveva che la stupidità “ ha fatto progressi enormi” e che grazie ai media “spande il terrore intorno a sé”, la situazione è precipitata. Chi si sottrae a questo travolgente modello di aggregazione sociale sarà condannato alla più sofisticata pena di morte: quella di vivere in un Paese che non lo riguarda.

uno


Da molti anni a cicli, penso di aver compiuto una lunga traversata: i miei pensieri spettinati e costretti poi ad un educandato severo. Un supplizio!